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Il Capodanno Bizantino celebra Enrico Cosentino, ideatore degli Scialatielli

Allo chef amalfitano il titolo di «Magister di Civiltà Amalfitana» nel cinquantesimo anniversario della sua più celebre intuizione gastronomica

Il Capodanno Bizantino 2026 rende omaggio all’estro creativo e alla tradizione dell’alta ristorazione con un riconoscimento speciale a una delle figure che hanno contribuito a portare la cucina campana nel mondo.

Sarà lo chef Enrico Cosentino a ricevere il prestigioso titolo di «Magister di Civiltà Amalfitana», conferito nell’ambito della XXVI edizione della manifestazione in programma tra Amalfi e Atrani dal 31 agosto al 2 settembre 2026.

La cerimonia di conferimento è prevista per martedì 1° settembre.

Enrico Cosentino e la nascita degli Scialatielli

Nativo di Amalfi, Enrico Cosentino ha costruito una carriera ultracinquantennale dedicata alla cucina, alla formazione e alla valorizzazione del patrimonio gastronomico campano.

Il suo nome è soprattutto associato agli Scialatielli, la caratteristica pasta fresca diventate nel tempo uno dei simboli della cucina della Costiera Amalfitana.

Nati da un’intuizione dello chef cinquant’anni fa, gli Scialatielli hanno superato rapidamente i confini della cucina locale, conquistando un posto stabile nei menu di trattorie e ristoranti di mare in Italia e all’estero.

Dalla Costiera al mondo…

Il percorso professionale di Enrico Cosentino non si è limitato alla creazione degli Scialatielli.

Nel corso della sua lunga carriera, lo chef ha contribuito alla diffusione della cultura gastronomica italiana in diversi Paesi del mondo, da New York a Dubai, ricoprendo anche un importante ruolo di talent scout e contribuendo alla crescita professionale di numerosi giovani.

Per oltre trent’anni è stato inoltre docente presso l’Istituto Superiore Polispecialistico S. Paolo di Sorrento, dove ha trasmesso a migliaia di studenti metodi, conoscenze e passione per l’arte culinaria.

Una carriera, dunque, costruita non soltanto attraverso i piatti e le intuizioni gastronomiche, ma anche attraverso la capacità di formare nuove generazioni di professionisti e diffondere una cultura della cucina profondamente legata al territorio.

Un riconoscimento alla tradizione gastronomica di Amalfi

La scelta di Enrico Cosentino come nuovo «Magister Civitatis Amalfie» assume un significato ancora più profondo nel contesto del Capodanno Bizantino.

Il titolo viene infatti assegnato a personalità legate al territorio dell’antico Ducato di Amalfi per appartenenza, frequentazione o per lo studio e la valorizzazione della civiltà medievale amalfitana.

La Commissione, composta dai rappresentanti dei Comuni di Amalfi e Atrani e del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, ha designato all’unanimità lo chef come destinatario del prestigioso riconoscimento.

La sua nomina segue quella di Giuseppe Gargano, ideatore del Capodanno Bizantino, insignito del titolo nel 2025.

Una cucina che racconta una civiltà

Il riconoscimento a Cosentino rappresenta anche un omaggio alla storia gastronomica della Costiera.

Come sottolineato dal sindaco di Amalfi Daniele Milano, la tradizione culinaria del Ducato di Amalfi affonda le proprie radici in una storia secolare, nella quale le cucine dei conventi medievali furono luoghi di elaborazione di ricette, intingoli e preparazioni che sono riusciti a sopravvivere al trascorrere del tempo.

In questa prospettiva, gli Scialatielli rappresentano molto più di un semplice formato di pasta: sono l’esempio concreto di come creatività e tradizione possano incontrarsi, dando vita a un prodotto capace di diventare ambasciatore di un territorio.

Il Capodanno Bizantino 2026

Il conferimento del titolo a Enrico Cosentino sarà uno dei momenti centrali della XXVI edizione del Capodanno Bizantino, manifestazione che ogni anno celebra la storia, la cultura e l’identità dell’antica Repubblica Amalfitana.

Dal 31 agosto al 2 settembre 2026, Amalfi e Atrani torneranno a raccontare il proprio passato attraverso appuntamenti culturali, rievocazioni e iniziative dedicate alla memoria dell’antico Ducato.

E quest’anno, attraverso la figura di Enrico Cosentino, la manifestazione accenderà i riflettori anche su una delle espressioni più autentiche della cultura di un territorio: la sua cucina.

Perché anche un piatto di pasta può raccontare una storia. Può custodire un’intuizione, attraversare generazioni e viaggiare per il mondo senza perdere il legame con il luogo in cui è nato.

Cinquant’anni dopo la sua creazione, gli Scialatielli continuano a portare con sé il nome di Amalfi.

E il Capodanno Bizantino 2026 celebra proprio questo: la capacità di una terra di trasformare la propria tradizione in qualcosa di nuovo, riconoscibile e universale.

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